Capitolo 4 – Le difficoltà sono opportunità

Le difficoltà sono opportunità

Mamma era ancora sdraiata accanto a me. Ricordava gli eventi di cinque anni prima, mentre stringeva in mano la foto che la ritraeva insieme a Papà.
«Fui molto sollevata di capire che non eri rimasto profondamente scioccato dalla tua storia. Hai sempre avuto dei sentimenti stra-forti, proprio come la parola che t’inventasti quel giorno!»
«Comincio a pensare che forse non sia stata una buona idea raccontarmela…»
Mamma ripose la fotografia, poi si mise a sedere.
«Vedi Satoshi, per cinque anni sembrò che tu non avessi mai avuto una storia vera. Anche se non trovavo le parole, era necessario che io te la raccontassi il prima possibile. Per te avrebbe potuto essere uno shock scoprire tutto da solo, una volta cresciuto. Lo capisci?»
«In effetti hai ragione.»
«Tuo padre e tuo nonno non risultano ancora nella lista. Significa che non possiamo sapere se effettivamente abbiano fallito oppure no, ti pare?»
«Però…»
«Ed anche se fosse, non è scritto da nessuna parte che debba fallire anche tu!»
Non ne ero poi così sicuro, ma annuii accennando un sorriso. Poi mi misi a sedere anche io e di nuovo il mio sguardo si posò su quella foto.
«Mamma…»
«Dimmi.»
«Secondo te… a Papà importa di me?»
Mamma mi strinse a sé.
«Tesoro mio. Semmai lui dovesse tornare a casa, non glie la farò passare liscia! Te lo prometto.»
Per quanto i miei sentimenti possano essere forti, è normale che questa insicurezza laceri tutt’ora il più profondo del mio cuore: a mio padre è mai importato qualcosa di me? A furia di domandarmelo, ho finito per convincermi che la risposta sia no.

L’indomani mattina andai a scuola totalmente controvoglia.
Non avevo dormito molto, perciò ero chino sul banco a sbadigliare come uno Slowpoke, quando ad un tratto la porta della classe si aprì e comparve l’ultima persona che mi aspettavo di vedere quel giorno.
«Buondì, aspiranti allenatori!»
La mia sorpresa fu immensa, quando mi trovai di fronte nientemeno che il professor Ookido!
La nostra insegnante entrò subito dopo di lui e si apprestò quindi a spiegarci la situazione.
«Oggi il noto ricercatore Ookido Yukinari terrà una lezione speciale. Siate educati e prestate attenzione!»
L’eccitazione in classe era palpabile! Il professore è sempre stato una vera e propria celebrità, infatti ogni tanto mi vantavo del rapporto di amicizia tra lui e la mia famiglia.
Egli si posizionò quindi sulla cattedra e, dopo essersi schiarito la voce, finalmente ci introdusse la sua particolare lezione.
«Dunque. Questo è il vostro ultimo anno di istruzione obbligatoria e so per certo che alcuni di voi si presenteranno al mio laboratorio, il prossimo primo aprile. Dico bene?»
In molti alzammo la mano urlando un: «Sì!!!»
«Bene, bene. In vista di quel giorno è però necessario prepararsi adeguatamente. Quindi, oggi ho una piccola sorpresa per voi!»
Detto ciò, il professore ci fece uscire in cortile ed una volta lì estrasse tre pokéball dal suo borsello.
«Forza, uscite tutti!»
Esclamò lanciando in aria le tre sfere, da cui immediatamente uscirono i tanto agognati Bulbasaur, Charmander e Squirtle.
Tutti emettemmo un «Oooh!» di gioia mista a sorpresa. Molti di noi, infatti, li vedevano dal vivo per la prima volta.
«Oggi i miei tre piccoli amici vi insegneranno un concetto basilare degli incontri di pokémon: la compatibilità dei tipi!»
Midori intervenne subito alzando la mano.
«La conosco! È il principio per cui, ad esempio, Bulbasaur è forte contro Squirtle, ma debole contro Charmander!»
Ookido annuì compiaciuto.
«Esatto! Date le caratteristiche fisiche, ciascun pokémon è avvantaggiato contro certi tipi e al tempo stesso svantaggiato contro altri. I tre pokémon iniziali ne sono l’esempio perfetto. Ragion per cui, l’attività di oggi consisterà in una lotta per mettere in pratica tali concetti!»
Una vera lotta pokémon?! La possibilità di vivere questa esperienza mi eccitò a tal punto che in un attimo accantonai tutti i cattivi pensieri!
Il professore iniziò quindi a spiegarci le regole.
«Selezionerò tra voi, del tutto casualmente, solo due studenti che si affronteranno l’uno contro l’altro. Sceglierete una pokéball e qualsiasi pokémon vi capiterà lo utilizzerete per affrontare il vostro avversario.»
Non fece in tempo nemmeno a finire di parlare, che tutti alzammo la mano per offrirci volontari.
«Scelga me!!»
«No, scelga me!»
«Non è giusto, voi non partirete!»
«Già, lasciate il posto a noi!»

«Buoni, buoni! Come vi dicevo, la scelta spetterà a me e sarà del tutto casuale.»
Detto ciò, il professore si coprì gli occhi e puntò il dito contro Midori.
«Io scelgo te!»
«Evvai!!!»
La ragazza ovviamente saltò di gioia, mentre qualcun altro protestò.
«Cosa?! E questa sarebbe la scelta casuale?!»
«Sì, in effetti è stato il destino a scegliermi!»
«Macché destino…»
Mentre Midori era impegnata a bisticciare con i nostri compagni, Ookido ripeté la selezione.
«Ed ora vediamo chi sarà il tuo avversario…»
Il suo dito oscillò di fronte a ciascuno di noi. Io chiusi gli occhi, pregando che si fermasse di fronte a me.
In realtà ero più preparato all’eventualità di dover seguire l’incontro da spettatore, perciò stavo già pensando a come coglierne comunque l’occasione per apprendere il più possibile.

«Scelgo te!»
Un brivido mi percorse la schiena e la mia mente si annebbiò all’improvviso. Lentamente aprii un solo occhio e notai dapprima l’ombra, poi la sagoma più definita del professore che sembrava puntare proprio me!
Incredulo aprii entrambi gli occhi e lo fissai attonito.
«Ho scelto proprio te, Satoshi-kun!»
Le proteste dei miei compagni non si fecero attendere.
«Cosa?!»
«Ma perché proprio lui??»
«Non è giusto!»
Ookido batté le mani per riportare l’ordine.
«State buoni! Vi ricordo che la mia scelta è stata assolutamente casuale!»
Nel dire queste parole, notai però che il professore mi fece l’occhiolino.
Midori intanto si avvicinò a me, ignorando le proteste degli altri.
«Casuale o no, caro Satoshi, sappi che non ci andrò leggera con te!»
«Se è per questo nemmeno io!»
La mia risposta determinata e sincera sollevò un fastidioso brusio generale.
«Quello parla come se fosse al livello di Midori!»
«Ho sentito dire che Shigeru la considera quasi una sua rivale!»
«Non mi sorprende! Anche lei ha i pokémon nel sangue!»
«Satoshi invece non ha alcuna speranza di batterla!»

«Bene. Midori e Satoshi, avvicinatevi per favore!»
Il professor Ookido richiamò la nostra attenzione, distraendomi così dalle chiacchiere dei compagni di classe.
«Ora scegliete una di queste tre pokéball. Il pokémon che ne uscirà sarà colui con cui affronterete il vostro avversario. Buona fortuna e che vinca il migliore!»
Midori scelse la sua sfera per prima ed io la seguii a ruota. Qualunque pokémon mi fosse capitato avrei comunque dato il meglio di me, proprio come un vero allenatore.
Midori mi rivolse uno sguardo deciso, poi entrambi ci posizionammo alle opposte estremità del campetto scolastico.
«Sei pronto, Satoshi?»
«Sono prontissimo, Midori!»
Il professore ci autorizzò finalmente ad iniziare.
«Bene ragazzi, fate pure uscire i vostri pokémon!»
Quasi non mi sembrava reale quel momento! Entrambi traboccanti di emozione, sia io che Midori finalmente compimmo quel gesto che tante volte emulammo solo per gioco: era la prima volta che lanciavamo una vera pokéball!
«Vai!!!» Urlammo entrambi in coro, senza contenere minimamente il tono di voce.
Le sfere si aprirono e ne uscirono due flash luminosi che presto presero forma, rivelando i “nostri” pokémon.
«”Bòlbasor!!”»
«”Squé-squértol!!”»
Esclamarono le due creature, una volta che furono libere.
Dalla pokéball di Midori uscì quindi Bulbasaur, mentre dalla mia Squirtle. Fui ovviamente felicissimo del pokémon che mi capitò, ma il problema stava nella compatibilità dei tipi.
«Midori ha il tipo erba, mentre Satoshi il tipo acqua.»
«Questo scontro è già deciso!»
«Già! Se prima Satoshi aveva zero possibilità di batterla, ora ne ha sotto zero!»
Midori si rivolse quindi a me con fare spavaldo, come se la sua vittoria fosse scontata.
«Satoshi non restarci troppo male, ok?»
Ero proprio stufo di tutte quelle prese in giro. Fu a quel punto che sentii come un fuoco dentro di me: la mia determinazione iniziò ad ardere più intensamente che mai!
Finalmente mi si era presentata l’occasione di dimostrare a tutti, incluso il sottoscritto, se fossi tagliato oppure no per diventare un allenatore di pokémon. La sfida quindi non fu solo contro Midori, ma anche contro me stesso.
Il professor Ookido si stabilì ad un lato del campetto e diede il via alla gara.
«Sta per iniziare una sfida di esercitazione tra Satoshi con Squirtle e Midori con Bulbasaur. Sarà una lotta uno contro uno, senza possibilità di sostituzione. L’incontro finirà quando uno dei due pokémon non sarà più in grado di combattere. Gli sfidanti sono pronti?»
«Certo!» Esclamammo entrambi in coro.
«Bene. E allora, che la sfida abbia inizio!»


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