Capitolo 5 – La promessa al futuro me stesso

La promessa al futuro me stesso

Non appena il professor Ookido diede il via all’incontro, per un istante mi sentii prendere dal nervosismo. Era la prima volta che chiamavo un attacco: avrei dovuto pensare in fretta e ricordare in un attimo tutte le mosse che conoscevo di Squirtle. Tutti i mesi che avevo impiegato per impararle a memoria, furono come annullati nel giro di un istante. Ma all’improvviso, un flash:
«Squirtle, usa Bolla!»
Non immaginate l’emozione che provai quando vidi il piccolo pokémon tartaruga obbedire al mio comando! Quelle che emetteva dalla bocca non erano affatto come delle bolle di sapone: avrebbero colpito Bulbasaur infliggendogli dei danni. Tuttavia…
«Tentativo ridicolo. Bulbasaur, respingile con Frustata!»
Dal bulbo sul dorso del pokémon uscirono due liane che schioccarono come fruste a velocità impressionante, scoppiando tutte le bolle che gli si paravano davanti.
Il professor Ookido commentò l’azione.
«Davvero ottima la contromossa della giovane Midori! Quelle bolle avrebbero causato danni quasi impercettibili per Bulbasaur, tuttavia ha preferito evitare qualsiasi rischio sfruttando al meglio le capacità del suo pokémon. Vediamo come reagirà Satoshi.»
Il contrattacco di Midori, però, mi lasciò totalmente spaesato e lei ne approfittò.
«Non dirmi che è bastato così poco per metterti in crisi! Ora ti sveglio io: Bulbasaur, usa Azione!»
Prima ancora che io riuscissi ad accorgermene, l’avversario si avventò sul piccolo Squirtle con tutto il peso del suo corpo. Quest’ultimo non era abbastanza veloce per evitare il colpo, così come non lo erano i miei tempi di reazione.
«Squirtle, usa anche tu Azione!»
Stavolta fu il mio pokémon a fiondarsi contro Bulbasaur, che incassò il colpo senza reagire.
«Capirai che botta! E poi non hai riflettuto sulla tua scelta. Bulbasaur, Foglielama!»
Il piccolo dinosauro erbivoro emise una vera e propria raffica di foglie affilate come rasoi, che colpirono l’inerme Squirtle con un colpo superefficace!
Il professor Ookido elogiò nuovamente la mia avversaria.
«Midori ha dimostrato ancora una volta di essere un vero prodigio. Non solo ha sfruttato il vantaggio del tipo, ma sferrando l’attacco a distanza ravvicinata ha ulteriormente aumentato i danni inflitti.»

«Ti arrendi Satoshi? Guarda che il tuo Squirtle non resisterà a lungo!»
Midori aveva ragione, ma io non riuscivo ancora a star dietro al ritmo della lotta. Poi, improvvisamente, notai il guscio del mio pokémon tartaruga…
«Giusto! Come ho fatto a non pensarci prima? Squirtle presto, usa Ritirata!»
Immediatamente si ritrasse nel suo guscio, grazie al quale riuscì a ripararsi dalle terribili lame verdi.
«E bravo Satoshi, finalmente anche tu stai iniziando a sfruttare le caratteristiche del tuo pokémon!»
Stavolta il professore rivolse a me un elogio, ma Midori non si lasciò affatto scoraggiare.
«Niente male. Bulbasaur, colpiscilo ripetutamente con Frustata!»
Le liane presero a frustare Squirtle, che riparato nel suo guscio sentiva i colpi solo lievemente.
«Non arrenderti Bulbasaur, continua a colpirlo finché la sua difesa non sarà stremata!»
«Resisti più che puoi, Squirtle!»
Avevo intenzione di aspettare che l’avversario si stancasse di attaccare, senza considerare che il guscio non protegge totalmente Squirtle dai danni.
«Allora Satoshi? Guarda che gli incontri non si vincono mica stando in difesa!»
Certamente avrei dovuto attaccare prima o poi. Ma il momento giusto sembrava non arrivare mai: Bulbasaur non ci dava neanche un attimo di tregua.
«E va bene, vorrà dire che ci divertiremo un po’. Bulbasaur, usa l’attacco Frustata per far ruotare il guscio su se stesso!»
Stavolta le liane colpirono il guscio di Squirtle proprio sul fianco e ciò scatenò una rotazione incontrollata.
«Oh no!»

I nostri compagni di classe erano sempre più presi dallo scontro ed iniziarono addirittura a fare il tifo.
«Così gli verranno le vertigini!»
«Forza Midori!»
«Che fai, Satoshi? Reagisci!»
«Già, non stare lì impalato!»
«Bulbasaur sei fortissimo!!»
Nel frattempo, l’espressione sul volto di Midori si fece quasi malsana.
«Continua a farlo girare! Voglio proprio vedere quanto resiste.»
Le liane di Bulbasaur avvolsero Squirtle, poi si ritrassero velocemente per far ruotare il guscio a mo’ di trottola. Ogni volta che esso si fermava, l’avversario ripeteva il gesto per farlo girare ancora, ancora ed ancora una volta.
Io mi sentivo totalmente impotente. Iniziavo a pensare che forse avevano tutti ragione: non ero affatto tagliato per diventare un allenatore. Il divario fra me e Midori era troppo evidente, forse addirittura incolmabile.
Ma proprio quando stavo per cedere, fui colto da una specie di illuminazione.
Come se avessi percepito i movimenti di Bulbasaur a rallentatore, nel momento esatto in cui le sue liane avvolsero nuovamente il guscio, ordinai a Squirtle:
«Presto, usa Pistolacqua alla massima potenza!»
Nonostante fosse ad un passo dallo svenimento, il pokémon tartaruga mi obbedì e sparò un Pistolacqua con tutta la forza che gli rimaneva in corpo, mancando però Bulbasaur.
Midori non si scompose.
«Con quelle vertigini, Squirtle non riuscirà mai a mirare come si deve!»
«Ma a noi non intendiamo mica colpire direttamente!»
«Cosa?!»
In quel momento le resi tutto chiaro: il getto d’acqua emesso da Squirtle serviva semplicemente a farlo schizzare via come un jet, trascinando con sé anche Bulbasaur, ancora legato a lui dalle liane.
«Non è possibile! Bulbasaur, devi lasciare la presa!»
Ma il pokémon d’erba veniva sbattuto da un angolo all’altro del cortile e le sue liane si erano letteralmente annodate attorno al guscio dell’avversario.
Le sorti si invertirono: ormai era Squirtle a giocare con Bulbasaur stabilendo delle nuove regole. Ma si sa, il gioco è bello quando dura poco.
«Ora Squirtle, fai un’inchiodata!»
Squirtle si diede un’ultima spinta, poi uscì improvvisamente dal guscio per frenare. Bulbasaur invece gli faceva da rimorchio, quindi venne sbalzato oltre, andando a schiantarsi contro un albero.
Fine dell’incontro… o forse no?
«Bulbasaur, ritira le liane!»
Sentendo l’ordine freddo e tempestivo di Midori, il pokémon d’erba “riavvolse” le liane nel suo bulbo. Esse erano ancora annodate attorno al guscio di Squirtle, il quale venne attratto a Bulbasaur con velocità impressionante.
SDENG!
I pokémon finirono per scontrarsi in una fragorosa capocciata, dopodiché caddero entrambi.

«Sia Bulbasaur che Squirtle non sono più in grado di combattere! La lotta finisce in parità!»
Ookido decretò così l’esito dell’incontro, mentre io e Midori restammo entrambi con la bocca spalancata ed un’espressione da Psyduck sul volto.
Anche i nostri compagni di classe restarono sorpresi dal risultato.
«Cosa?! Satoshi ha pareggiato con Midori!»
«Non è possibile, come ha fatto?»
«Ha imbrogliato?»
«Bulbasaur era in vantaggio!»
Fu il professor Ookido a scongelare l’atmosfera, quando mi si avvicinò battendo le mani.
«Eccellente! È stato un grandissimo incontro, nonché un’utilissima lezione: come avete potuto vedere, la compatibilità del tipo non indica necessariamente le sorti di un incontro. Altrimenti non varrebbe neanche la pena sfidarsi, non trovate?»
«Quindi Satoshi avrebbe potuto vincere?»
Domandò qualcuno cercando un’autorevole conferma dal professor Ookido, il quale rispose senza esitazione.
«Certo che sì! Un bravo allenatore conosce le caratteristiche fisiche e potenziali del suo pokémon, così da condurlo alla vittoria anche in caso di svantaggio scientifico! Con questa sfida, Satoshi-kun ha dimostrato inequivocabilmente di essere destinato a diventare un grandissimo allenatore!».
Alle parole del professore seguì un istante di silenzio, ma subito dopo anche i miei compagni iniziarono ad applaudirmi.
«È vero!!!»
«Avete visto che stratega che è Satoshi?»
«È un genio!!!»
«Io l’ho sempre detto, eh!»
Tutti si avvicinarono a me per complimentarsi, quasi non riuscivo a crederci! Anche la stessa Midori si ricompose e venne a tendermi la mano.
«Congratulazioni Satoshi! Sono rimasta davvero colpita dalle tue capacità strategiche. Qualunque cosa sia successa a tuo padre e tuo nonno, non cambierà mai il fatto che sei un ottimo allenatore!»
«Ti ringrazio, Midori!»
Il professor Ookido annuì e le mise una mano sulla spalla.
«Così si parla! E ricordate tutti: diventare un Maestro Pokémon non è necessariamente sinonimo di “invincibilità”. Imparerete, durante il vostro percorso, che allenare queste creature non è affatto solo una questione di vittoria o sconfitta!»
«E allora come si diventa un Maestro Pokémon?» Domandò Midori interdetta.
«Lo capirete da soli quando sarà il momento. Intanto rivolgo ad entrambi le mie più vive congratulazioni!»
Dopo aver ringraziato il professore, la mia avversaria si voltò cambiando improvvisamente tono di voce.
«Sappi che la nostra sfida è tutt’altro che finita, caro Satoshi! Un giorno la concluderemo come si deve. Promesso?»
«Certamente Midori! E vedrai che la prossima volta vincerò io!»
«Ti sbagli. Sarò io a ridurti in cenere! Mwahaha!»
Quella ragazza sapeva essere piuttosto inquietante, ma nonostante il suo bizzarro modo di scherzare, le si leggeva sempre negli occhi una gentilezza che, per quanto si sforzasse, non sapeva nascondere.

In ogni caso, grazie a quell’esperienza mi liberai delle insicurezze e finalmente compresi che non faceva alcuna differenza se Papà e Nonno fossero diventati o meno dei veri allenatori. Avere sulle spalle il loro presunto fallimento divenne per me un monito: un bizzarro incoraggiamento a fare del mio meglio, per dimostrare anche a loro che solo impegnandosi è possibile riuscire davvero.
Se hai tempo per piangere sui fallimenti, ne hai anche per rimboccarti le maniche! Piuttosto che preoccuparmi io guardo sempre il lato positivo. Perché anche se mi è andata male, ho imparato qualcosa di nuovo: niente di ciò che facciamo va perso!


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