Capitolo 6 – Cenni su Takeshi Shudo

Cenni su Takeshi Shudo

Questa fanfiction è dedicata al ricordo di Takeshi Shudo, sceneggiatore capo nonché creatore originale dell’anime Pokémon.
La storia di Shudo è piuttosto emblematica: gli venne pian piano tolto il controllo dell’anime Pokémon, per seguire strategie commerciali, rivelatesi poi controproducenti (come mostrano le percentuali di share in Giappone).
Per dimostrare il reale valore del suo lavoro, Shudo si vide quindi costretto a scrivere in un romanzo a due volumi (pubblicati come “light novel”) tutto ciò che non gli venne concesso di sviluppare nella sua stessa sceneggiatura.
Shudo teneva particolarmente all’anime Pokémon, tanto che spesso, sul suo blog, lamentava il fatto di non aver potuto fare abbastanza per esso e raccontava di discussioni avute con i suoi collaboratori, per particolari discordanze su come sviluppare il lavoro.
Nel momento in cui avrebbe dovuto scrivere la sceneggiatura, Shudo dichiarò che era fermamente deciso a NON creare un anime che fosse indirizzato unicamente ai bambini: voleva qualcosa che fosse adatto a tutti e che anche gli adulti potessero apprezzare, altrimenti non avrebbe mai accettato l’incarico. Questo perché, oltre a non avere nessuna intenzione di scrivere una storia che non lo impegnasse minimamente, riteneva che una trama infantile e semplice non avrebbe suscitato l’interesse dello spettatore, che si trattasse di un bambino o di un adulto. Infatti, uno dei suoi primi pensieri riguardanti la sceneggiatura fu proprio questo:
«Perchè non estendere il limite di età dai bambini piccoli agli adulti? Così che le persone possano trovare piacevole l’anime anche una volta cresciute?»

Purtroppo, però, gli scrittori con cui collaborava si soffermavano principalmente sulla ripetitività della storia, a discapito dello sviluppo.
Secondo alcune fonti, Shudo li rimproverava quando sceglievano la via più semplice e banale per scrivere una sceneggiatura, spronandoli a fare di più. Però, non tutte le sue idee venivano accettate ed erano spesso in disaccordo con un produttore molto influente all’epoca, detto Omae-sama.
Omae-sama era maggiormente interessato a rendere Pokémon un “successo”, al contrario di Shudo che desiderava principalmente creare un anime interessante, di qualità e che fosse apprezzato da tutta la famiglia.
Lo stesso Shudo spiegò: «Sicuramente ho sperato in un successo, ma piuttosto che puntare a questo preferivo che la produzione fosse interessante e di qualità come anime famigliare. Se di conseguenza l’anime fosse diventato famoso, mi sarei semplicemente sentito felice. Ma non desideravo particolarmente puntare al gran successo.»
Egli rispettava le direttive di Omae, ma i pareri di quest’ultimo, che attaccavano direttamente la sceneggiatura di Shudo, gli provocavano spesso mal di testa.
Di fatto, la Pokémon Company mirava solo ad un avido successo commerciale: trasformare un anime in merchandising fa sì che esso non venga più portato avanti per amore della storia, ma solo per devozione al “dio” Denaro. Va da sé che il lavoro viene effettuato in modo relativamente superficiale, da un vastissimo personale che si interessa a malapena di ciò che sta facendo.
Shudo invece svolgeva il suo lavoro con passione e dedizione: gli episodi da lui diretti sono noti per essere i più ricchi di spessore. Non a caso, realizzò la sceneggiatura dei primi tre film della saga, ancora oggi noti per essere i più apprezzati e impegnativi a livello tematico.
Egli venne a mancare a causa di un’emorragia subaracnoidea, il 29 ottobre 2010 all’età di 61 anni; con il rammarico di non essere riuscito a proteggere la sua stessa opera come avrebbe voluto.


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