Capitolo 8 – Postfazione di Ayako Satomi

Postfazione di Ayako Satomi

Durante la stesura della fanfiction, mi sono ulteriormente resa conto della quantità di materiale andato sprecato nell’anime Pokémon. Di certo ne risolleverebbe molto l’interesse generale, se inserito in modo coerente. Non c’è dubbio che Shudo avrebbe gestito l’anime con criterio, ma purtroppo ha vissuto con il rammarico di non potersene occupare in piena libertà. Per questo, oggi sono io a farmi in parte carico dei suoi sentimenti. Da anni mi impegno a dimostrare il reale valore dell’anime Pokémon e del suo protagonista Satoshi (Ash Ketchum) ai tanti, troppi, che diffondono solo informazioni distorte su di essi, basandosi unicamente sul superficiale.
La causa che mi sta indubbiamente più a cuore, è la questione sulla reale età di Satoshi, divenuta attualmente fin troppo controversa.Come citato nella fanfiction, Shudo rivelò proprio nei suoi romanzi che Satoshi non partì in viaggio il giorno del suo decimo compleanno, bensì quasi un anno dopo. Ma non è tutto: la serie originale dell’anime è caratterizzata da svariati riferimenti periodici che delineano una ben precisa linea temporale. Sul fatto che Satoshi sia realmente cresciuto non si pone quindi alcun dubbio.Il problema è nato con l’introduzione delle cosiddette “serie reboot”, che si sono avvalse di universi paralleli per creare nuove e regredite versioni di Satoshi. Lo stile narrativo giapponese è molto differente dal nostro: spesso il filo logico non viene direttamente spiegato, ma semplicemente lasciato intendere, confidando che il pubblico lo comprenda da solo. Questo porta gran parte degli spettatori occidentali a credere che le serie reboot siano direttamente collegate alla linea temporale, quando invece è necessario scindere il Satoshi originale dalle versioni reboot che purtroppo lo affiancano da ormai parecchi anni.Ma in questo caso, tali serie si sono rivelate controproducenti sia in occidente, sia nello stesso Giappone, in cui gli ascolti dell’anime Pokémon sono attualmente precipitati. Ma per approfondire questo discorso vi indirizzo al sito Satoshipedia. Ora torniamo alla fanfiction.

Come qualcuno avrà probabilmente notato, per intitolare i capitoli ho utilizzato alcune citazioni di Satoshi, tratte direttamente dalle sigle giapponesi dell’anime, i cui testi si concentrano maggiormente su emozioni e sensazioni dei protagonisti.
Shudo rivelò che il carattere di Satoshi deriva principalmente dall’assenza della figura paterna, perciò mi sono soffermata su quelli che oggettivamente possono essere stati i sentimenti e le insicurezze da lui provati. Per quanto dimostri una personalità spiccatamente forte e decisa, è sbagliato pensare a lui come un banale eroe stereotipato.
A tal proposito, vi svelo una piccola chicca: nel secondo capitolo della fanfiction, ho menzionato una foto che Satoshi conserva accanto al letto. Ebbene, non si è trattato di un riferimento casuale, poiché osservando con attenzione alcune scene dell’anime è possibile scorgerla realmente, anche se non ne vengono mostrati i soggetti. Sappiamo comunque per certo che Satoshi conosce il volto di suo padre, proprio grazie alle fotografie che Hanako (Delia) ha conservato.

Per quanto riguarda la lotta dell’ultimo capitolo, anche l’accoppiata tra Satoshi e Squirtle non è affatto casuale. Mi sono infatti ricollegata a quella che fu la sua prima scelta al laboratorio di Ookido, ipotizzando che lo Squirtle della fanfiction fosse proprio lo stesso che ottenne invece Shigeru (Gary).
Concludo dedicando un paragrafo al cameo di Midori. Il suo nome vuol dire “verde” in lingua giapponese, infatti molti di voi hanno sicuramente capito che si tratta proprio di lei! In realtà non viene menzionata nei romanzi di Shudo, quindi si tratta solo di un’aggiunta personale, ma lo studio del personaggio può comunque rivelarsi interessante. Ho delineato i suoi tratti caratteriali tramite i videogiochi “Pokémon Let’s Go” e per renderla più prominente nella storia ho previsto un epilogo inedito:
Il professor Ookido decise di rimandare di un anno la partenza di Midori, poiché questa si presentò al laboratorio addirittura più in ritardo di Satoshi. Ciò rese Midori gelosa di lui (perché nonostante il ritardo partì comunque con Pikachu), così non vide l’ora di incontrarlo ancora e risolvere la questione della sfida in sospeso. Sfortunatamente i due non si sono ancora ritrovati e Satoshi (che si sa, è un po’ smemorato) ha finito per dimenticare la promessa fatta.
Shigeru, invece, rincontrò ben presto Midori e non perse occasione di vantarsi con lei per aver scelto appositamente lo stesso Squirtle contro cui pareggiò a scuola. Midori però è sempre stata arguta e replicò che il pokémon tartaruga fu, in realtà, l’unica scelta rimasta a Shigeru che (almeno secondo l’anime) arrivò al laboratorio solo poco prima di Satoshi.


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