La parola all’autore: “Pokémon è differente da anime come Doraemon. Voglio che i protagonisti crescano assieme agli spettatori” – Il finale dell’anime Pokémon.

La parola all’autore: “Pokémon è differente da anime come Doraemon. Voglio che i protagonisti crescano assieme agli spettatori” – Il finale dell’anime Pokémon.

Shudo conferma che pokémon ha una linea temporale ed egli avrebbe voluto svilupparla ulteriormente, se solo la Pokémon Company gli avesse concesso i giusti tempi per farlo.

Nelle nostre rubriche vi abbiamo abbondantemente parlato di Takeshi Shudo: capo-scrittore e creatore dell’anime Pokémon. Egli era un professionista con alle spalle numerose produzioni rinomate, soprattutto in Giappone; uno sceneggiatore particolarmente noto per le sue tematiche di alto spessore e non specificamente mirate ad un pubblico di bambini. Lui stesso ha infatti dichiarato:

«Non sono mai stato un tipo da scrivere storielle per bambini»

(e di ciò ne abbiamo già parlato in questo articolo).
Shudo avrebbe potuto portare l’anime Pokémon a livelli davvero alti, ma purtroppo non gli è stata mai concessa la piena libertà di agire.

In questo articolo vi riveleremo nuovi retroscena su Takeshi Shudo e dichiarazioni rilasciate da lui stesso nei suoi blog, tra cui il finale che aveva inizialmente previsto per l’anime Pokémon!

Come Takeshi Shudo avrebbe gestito la sceneggiatura dell’anime Pokémon

 

Dal blog di Takeshi Shudo:

“Mentre sono in corso gli episodi sulle Isole Orange, l’anime e il merchandise continuano a vendere. Ma fino a quanto puoi andare avanti con la stessa formula?
– Appare un nuovo Pokemon, Ash lo cattura. Combatte allenatori nelle palestre o nei tornei delle Leghe. Il Team Rocket prova a ostacolarlo, Ash sovrasta l’ostacolo e vince. –
Se guardiamo questo schema dal punto di vista della produzione: «Ecco la scena che deve far piangere, ecco quella che deve far ridere, ecco quella spettacolare».
Sinceramente, penso che stia diventando sempre di più una ripetizione della stessa formula e così facendo non c’è spazio da dedicare alla crescita dei personaggi. I bambini spettatori dell’anime crescono velocemente e io voglio creare una storia che stia al passo con la loro crescita.
Finché Pokémon sta andando bene, immagino non ci sia bisogno di aggiustare qualcosa che non è rotto… tuttavia, Pokemon è differente da Sazae-San o Doraemon, nei quali la vita di tutti i giorni va avanti all’infinito (mentre invece in Pokémon c’è una linea temporale ben definita).
Personalmente, voglio che Ash dimostri uno sviluppo del personaggio. Voglio che un giorno si guardasse indietro con nostalgia, ripensando ai suoi passati “giorni di Pokémon”. Ecco perché ho fatto sì che il Team Rocket, i Pokemon, Ash e tutti i suoi amici interagissero tra loro. Avevo anche preparato l’ultimo episodio, in cui ciascuno sarebbe arrivato ad una sorta di conclusione.
Per quanto uno scrittore sia ormai abituato a Pokémon, pur essendo capace di introdurre qualcosa di nuovo nella formula tipica degli episodi, sfortunatamente non credo che possa continuare a produrne all’infinito. Io non sono capace di scrivere al volo, in tempi così ristretti, episodi che mostrino la crescita di Ash e dei suoi amici.”

Shudo infatti si è occupato direttamente della sceneggiatura solo negli episodi in cui Ash era ancora molto giovane. Questa è la ragione per cui la crescita di Ash è stata progressiva e snocciolata in una linea temporale piuttosto estesa. Tale crescita è stata molto più evidente dalla serie Advanced fino a Diamante&Perla, tanto che nel Dicembre 2009 Shudo scrisse:

«Alla fine, Pokemon ha raggiunto quasi 500 episodi. É stato sicuramente un lavoraccio mantenere la serie!»

Dicembre 2009:

“Circa due giorni dopo il meeting per il film “La Nascita Esplosiva di Lugia (“Pokémon 2000” in versione occidentale), stavo bevendo un po’ di alcool nella mia casa a Tokyo ed ero per qualche motivo di pessimo umore. Ero piuttosto irritato per il continuo dell’anime Pokémon. Mi rendo conto sia strano considerare questo un problema, quando molti anime vengono cancellati già dopo la prima stagione. In ogni caso, sembrava fosse arrivato il momento di decidere il futuro di Pokemon, che al momento aveva avuto due film. Così chiamai il direttore e gli chiesi: «Per quanto ancora pensi che questa storia andrà avanti?»
Lui mi rispose: «Almeno dieci anni»
«Due anni è il mio limite. Non penso di poter creare altri episodi», gli dissi.
Io penso che ogni circa tre o quattro anni dovrebbe partire una nuova avventura con un nuovo protagonista.
Con i suoi propri argomenti, questo nuovo “Pokemon” si dovrebbe adattare all’attualità dei tempi in cui viene trasmesso.
I ragazzini che guardavano Pokémon dieci anni fa sono cresciuti, hanno sperimentato i cambiamenti nella vita ed un giorno porteranno i propri figli al cinema. Mi renderebbe felice sapere che questi, nel rivedere un film Pokémon, possano ritenere la serie adatta agli adulti. Ma se Pokemon rimane cosi come è, anno dopo anno, è difficile immaginare che tocchi argomenti in relazione con i tempi.
Purtroppo, i giochi e il merchandise ormai si sono radicati nelle nostre vite quotidiane.
Dopo che il direttore mi disse “altri dieci anni”, incominciai ad essere ossessionato da come mandare avanti la serie all’infinito, tant’è che ad un certo punto svenni e fui portato all’ospedale.”

In qualche modo, Shudo aveva già previsto che l’anime Pokémon prima o poi sarebbe andato incontro alla crisi che attualmente sta vivendo.

«una trama infantile e semplice non suscita l’interesse dello spettatore, che si tratti di un bambino o di un adulto.»

Takeshi Shudo e la dipendenza da alcool ed ansiolitici.

 

Nel blog Shudo racconta di come per lui fosse molto difficile gestire il cosiddetto “stress da scrittore”. Egli era infatti un accanito consumatore di alcolici.
«L’alcool mi aiuta a dare un senso a tutte le linee di dialogo che continuano a ronzarmi in testa, svuotare la mente quando la sento confusa e frammentaria […] Se non posso bere, prendo tranquillanti (chiaramente quelli che puoi comprare in farmacia, non sostanze illegali). Comunque quando si stratta di alcool e droghe, devi conoscere i tuoi limiti. Se non lo sai fare, ti suggerisco di starne lontano.
Io ho diversi modi per capire quando raggiungo il mio limite. Per esempio, quando posso recitare il π fino a 3.1415926535 o quando inizio a pensare che 1+1 non è per forza uguale a 2, o se sono ancora capace di spiegare il principio di Fermat, o se posso spiegare la congettura di Poincare. Quando queste cose mi risultano difficili, significa che sono ubriaco. Se supero quel limite, non sono più capace di pensare produttivamente, oltre al rischio di cadere e farmi male.»

Shudo racconta di essere stato sotto l’effetto di Alcool e pillole non solo per scrivere la sceneggiatura dei film, ma anche per scrivere gran parte degli episodi TV.
Il mestiere dello scrittore è particolarmente duro ed ognuno ha i propri metodi per affrontare lo stress. In ogni caso, pare che le dipendenze di Shudo abbiano contribuito alla sua morte, avvenuta a causa di un’emorragia subaracnoidea il 29 ottobre 2010.

Il Finale dell’anime Pokémon

 

Shudo non si aspettava che il franchise Pokemon durasse cosi a lungo, infatti aveva già in mente come concludere la storia.

Il 14 maggio 2009, Shudo ha scritto in un blog cosa avesse originariamente in mente per completare la storia di Ash alla fine di “Mewtwo Colpisce Ancora” (come vi abbiamo già detto in passato, Shudo intendeva utilizzare il primo film come finale per la storia di Ash).

“Sono passati molti anni. Ash è ormai adulto (NdT: ci siamo basati sulla traduzione inglese, la quale usa semplicemente il termine “aged”, che ha interpretazioni più o meno diverse.) e un giorno, improvvisamente, riguarda al suo passato: ricorda con nostalgia le avventure giovanili assieme ai suoi Pokemon e agli amici, la coesistenza, i viaggi…
Se Ash non avesse mai conosciuto Pikachu,  gli altri pokémon, gli amici e perfino il Team Rocket, forse non sarebbe mai stato in grado di provare così tante emozioni diverse.
D’un tratto, Ash sente risuonare nelle orecchie la voce di sua madre «Va a dormire, domani parti per il tuo viaggio!».
Il giorno dopo, viene svegliato dalla medesima voce. É di nuovo un ragazzino, pronto a lasciare la sua casa per vivere una nuova avventura. Non sta partendo per catturare pokémon o per essere un maestro pokémon, ma per scoprire il significato dell’esistenza, e scoprire come coesistere con gli altri.”

Un finale a dir poco emozionante e certamente più che adatto al personaggio di Ash. Ma quando Shudo ha saputo che l’anime sarebbe andato avanti per almeno altri dieci anni, i suoi piani sono stati stravolti, supponendo che l’epilogo finirà per essere molto diverso da come lo ha ideato lui.

Il 19 Maggio 2010, pochi mesi prima della sua morte, Shudo rivelò i piani per un secondo finale. Tuttavia, esso fu subito scartato dallo scrittore, per motivi che scoprirete continuando a leggere.

“Ho provato a scrivere la trama per il quarto film, ma non sono arrivato a nulla.
Se l’avessi scritto, avrei usato la storia che avevo in mente per l’episodio finale dell’anime. I pokémon avrebbero scatenato una ribellione in maniera simile a quella indotta da Spartaco nell’antica Roma.
Se inizialmente i pokémon sembravano essere amici degli esseri umani,ad un certo punto avrebbero realizzato di essere invece usati come schiavi, e ciò avrebbe causato una ribellione. Pikachu sarebbe stato il capo della rivolta e avrebbe combattuto contro Ash. Il team rocket,in possesso di molti pokémon sinistri (compreso Meowth, che è capace di tradurre il linguaggio Pokemon in quello umano) avrebbe tentato di fare da mediatore, ma peggiorando solo le cose.
Ecco quello che riuscii a tirare fuori.
Tuttavia, un episodio del genere avrebbe infranto tutte le regole del Mondo Pokémon, rendendo di fatto impossibile il continuo della serie.
Andare avanti all’infinito è al momento l’obiettivo della serie, quindi se una cosa del genere fosse prodotta, non sarebbe soltanto la fine della storia di Ash, ma dell’anime Pokémon in generale. Sarebbe l’ultimo episodio in assoluto.
Ho quindi provato a pensare ad una trama differente, ma non ci sono riuscito.”

Shudo aveva quindi in mente due idee per il finale dell’anime Pokémon. Dal momento che la seconda è tecnicamente infattibile (a meno che non si decida di concludere definitivamente l’anime), il primo rimane quello più realistico. Nonostante l’anime sia durato oltre le aspettative di Shudo, non è illogico immaginare che un giorno Ash, una volta realizzato il suo sogno, possa decidere di partire per scoprire il significato dell’esistenza e come coesistere con tutte le creature del mondo. É perfettamente in linea sia con le origini stesse del mondo dei Pokémon, sia con la mentalità aperta e l’intraprendenza di Ash… ma soprattutto, è stato scritto dall’unica persona che attualmente possiamo considerare canonica: colui che ha creato l’anime Pokémon e che mai avrebbe voluto snaturarlo.

Si ringrazia il Dr. Lava per la traduzione dei post di Shudo, dal giapponese all’inglese 🙂

About Pokénerd

Nasce in Umbria nel Giugno 1992. Si appassiona all'Anime Pokémon dagli albori in Italia e segue scrupolosamente ogni episodio. Particolarmente esperta sul protagonista Ash Ketchum, si é documentata su tutto ciò che é possibile conoscere su di lui, arrivando così a gestire l'enciclopedia online Satoshipedia.